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Cap.2.5 Campo magnetico e campo gravitazionale.

Capitolo 2.5  Campo magnetico e campo gravitazionale.

   Dovrebbe essere ormai evidente che sono la stessa cosa. Una volta chiarito che il campo gravitazionale è un dipolo, è lapalissiano concludere che il campo magnetico è un campo gravitazionale ad altissima polarizzazione e conseguente fortissima interattività nei confronti di corpi, corpuscoli e materiali aventi una struttura intimamente complementare.

   Benché non si possa in sede di discussione dei fondamenti approfondire la questione, essa è tuttavia intuitivamente già chiara. La polarizzazione, quanto più è spinta, è causa di una sempre maggiore concordanza di assi e piani di propagazione, con aumento di coincidenze delle “linee di forza” – specialmente ai poli e lungo l’asse – e progressiva intensificazione di effetti.

   Nel macrocosmo si riscontra, per il maggior disordine dell’aggregazione materiale rispetto alle strutture atomiche, una grande dispersione degli assi di polarizzazione, il che ha portato a nascondere agli occhi dei fisici la sostanziale e generale dipolarità della gravitazione.

   Nelle strutture atomico-nucleari, al contrario, il fenomeno della dipolarità è dominante e, insieme con la densità elevatissima delle singole particelle, è il fattore esponenzialmente moltiplicatore della forza di gravitazione nel mondo subatomico: fattore che, mancando del tutto nella formula newtoniana, in cui sono presenti solo le masse, ha indotto i fisici a ritenere debolissima la gravitazione nel microcosmo. Quella densità che per una gravitazione isotropica non ha incidenza nel calcolo di Newton, diventa invece un fattore fondamentale nell’incremento esponenziale della forza, se si coniuga all’effetto della polarizzazione. Un rapido calcolo della densità (massa/volume) del protone dà un valore di oltre 3 milioni di miliardi di volte la densità dell’acqua.

   Differenze di interattività anche nel microcosmo – come tra fotone e neutrino, protone e neutrone, ecc. – devono ricondursi a situazioni di diverso grado di orientamento magnetico dei corpuscoli, come per esempio nel macrocosmo tra sostanze diversamente magnetizzate.

   La polarizzazione di un campo è connessa geneticamente alla sua rotazione. Tra il Sud d’una sbarra magnetizzata e il Nord di un’altra, disposta assialmente con la prima, la rotazione di campo è concorde. Le innumerevoli particelle che orbitano nello spazio interposto tra l’asse di una calamita e quello dell’altra vanno parallelamente nello stesso senso, quindi a bassissime velocità relative: per il medesimo motivo illustrato nel capitolo precedente esse si attirano dall’uno all’altro campo, trascinando le due sbarre nel moto di avvicinamento.

   Si ha l’inverso a poli omologhi ravvicinati: la rotazione di campo è discorde. Le particelle viaggianti tra i due campi orbitano in senso contrario, quelle di un campo rispetto all’altro, e di conseguenza hanno alte velocità reciproche, incorrendo in fenomeni di fuga. Le due sbarre appaiono respingersi. Se si osserva attentamente il fenomeno, si vedrà che la “repulsione” non si manifesta come un moto a versi opposti lungo una retta, ma ha un andamento rotatorio, che è tipico degli eventi gravitazionali di fuga tangenziale.

   Cadono così altre due false diversificazioni tra la gravitazione e le altre forze: la distinzione tra campo magnetico e campo gravitazionale e la tesi che la gravitazione sarebbe prevalente nel macrocosmo e quasi inesistente nel microcosmo, mentre varrebbe il contrario per le forze elettro-nucleari.

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